Privacy telefonica: intervento Garante su servizi non richiesti

Con un provvedimento del 2006, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo 2006, Giuseppe Fortunato, componente del Garante della privacy, è intervenuto per tutelare aziende e consumatori in merito alle comunicazioni e ai servizi telefonici non richiesti. Il provvedimento, Servizi telefonici non richiesti – 16 febbraio 2006, si è reso necessario in seguito a numerosi reclami e segnalazioni di violazione del diritto all’utilizzo lecito dei dati personali in occasione delle comunicazioni elettroniche. La privacy aziendale, così come quella del consumatore privato, non viene garantita nel caso in cui i dati rilasciati vengano utilizzati in maniera illecita da operatori telefonici che sfruttano il database per farsi promozione, o nella peggiore delle ipotesi, attivare servizi.

Tra le problematiche maggiormente segnalate a discapito della privacy telefonica, l’attivazione di schede di telefonia mobile attivate senza il consenso dell’interessato, l’attivazione del servizio di carrier pre-selection non richiesto e i servizi telefonici aggiuntivi attivati dal proprio operatore o da un altro. Non solo, chi gestisce le chiamate in entrata in un’azienda di qualsiasi tipo, conosce bene la portata di telefonate che ogni giorno vengono effettuate da commerciali che vogliono proporre o vendere il loro prodotto telefonicamente. Il problema nasceva, secondo quanto riportato nel provvedimento, da un quadro complessivo molto confuso, in cui non vengono definiti chiaramente i rapporti tra gli operatorio e i soggetti incaricati alla vendita.

Per far sì che vengano tutelati i diritti delle persone, è necessario che tutti i soggetti coinvolti nel trattamento dei dati, come i titolari, i responsabili o gli incaricati, assicurino un elevato livello di sicurezza dei dati anche presso i call center.

Più recente, il Decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178, è relativo al “Regolamento recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all’utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali”. Grazie a questo decreto, il Ministero dello sviluppo economico ha istituito il registro pubblico delle opposizioni, un servizio a tutela delle aziende e dei cittadini che decidono di non essere più interessati a ricevere telefonate per scopi commerciali o ricerche di mercato. In questo modo, non solo si tutelano imprese e cittadini, ma anche tutte quelle aziende che vogliono utilizzare il servizio di telemarketing per farsi promozione e possono così farlo liberamente, usando i numeri che hanno dato il consenso, senza rischiare di cadere nell’illecito.

Per richiedere l’iscrizione al registro, l’interessato può compilare l’apposito modulo elettronico, inviare una email, fare una telefonata o inviare un fax o una raccomandata. L’operatore che intende utilizzare i numeri sull’elenco può iscriversi al servizio, pagando un canone annuale, e accedendo così alle liste di utenti che possono essere contattati.

Il decreto, infine, obbliga gli operatori che intendono accedere al registro di fornire una dichiarazione ufficiale in merito all’attivazione del sistema di identificazione del chiamante. In sostanza, tutte le chiamate provenienti da operatori che intendono fare attività di telemarketing dovranno riportare il numero in chiaro.

Numero verde

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